Esclusi i saponi, tutti i tensioattivi non sono del tutto biodegradabili, per la presenza del gruppo aromatico. Con la legge EU è richiesta la biodegradabilità per il 90% in 19 giorni, ma la richiesta non è valida per i tensioattivi anfoteri. Tutti i tensioattivi cationici sono molto tossici per gli organismi di fiumi e mari. Tripolifosfati :la loro presenza può danneggiare l’ambiente causando eutrofizzazione di laghi, fiumi, mari.
Molti solventi tra gli idrocarburi alogenati ( diclorometano, diclorodifluorometano) vengono usati come propellenti per aerosol, con effetti ambientali sul ‘buco dell’ozono’ .
Ricordiamo che i pesticidi sono tra le tre cause maggiori, assieme agli alometani ed ai metalli tossici, dell’inquinamento delle acque. La loro pericolosità è dovuta alla difficoltà di biodegradabilità per la loro struttura chimica che non trova riscontro in natura. Solo una parte dei pesticidi raggiunge lo scopo, l’altra cade sul terreno e per dilavamento finisce nelle acque sotterranee. Inoltre questi composti, specie i composti organoclorurati per la loro scarsa biodegradabilità, tendono a concentrarsi negli organismi viventi.
Dei fertilizzanti al fosforo può essere utilizzata dalle piante solo una frazione. Per effetto di continue concimazioni spesso si accumulano eccedenze di fosfato che costituiscono una riserva che può riversarsi in falda freatica con effetto eutrofizzante. Lo stesso si può dire per l’azoto: la terra viene caricata sempre più di nitrati, finché , sotto l’eccedenza di questi composti, anche i batteri nitrificanti muoiono. Inoltre i fertilizzanti artificiali rendono acido il terreno, allontanano i vermi e tendono a far crescere troppo velocemente le piante. Il loro abuso rischia di danneggiare la fertilità del suolo bloccando elementi essenziali come calcio e magnesio, inibendo l’attività di organismi naturali che fissano l’azoto dell’aria e rendono disponibili i fosfati per le piante.
